Le visite fiscali rappresentano uno strumento centrale nella gestione delle assenze per malattia dei lavoratori dipendenti, e nel 2025 sono state introdotte nuove procedure che mirano a rendere i controlli più efficaci, uniformi e trasparenti. Questa evoluzione normativa ha un impatto sia per i lavoratori del settore privato che per quelli della pubblica amministrazione, eliminando le differenze che in passato creavano incertezza e disuguaglianze tra le varie categorie di dipendenti. La finalità è duplice: rafforzare le garanzie per le aziende riducendo la burocrazia e, simultaneamente, tutelare i diritti dei lavoratori attraverso processi più tracciabili e accessibili.
Fasce orarie di reperibilità e nuove regole di controllo
Il cambiamento più significativo del 2025 è l’uniformità delle fasce di reperibilità per tutti i dipendenti, sia del pubblico che del privato. L’orario in cui il lavoratore deve garantire la propria presenza presso il domicilio indicato è stato fissato in due intervalli giornalieri:
- 10:00 – 12:00 (mattina)
- 17:00 – 19:00 (pomeriggio)
Queste fasce sono valide sette giorni su sette, inclusi i weekend e i giorni festivi, e la presenza in casa deve essere assicurata per tutta la durata della malattia, a meno che non intervengano specifiche cause di esonero, per esempio per patologie gravi o ricovero ospedaliero. Tale regolamentazione è stata introdotta in seguito alla sentenza n. 16305/2023 del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, che ha stabilito l’incostituzionalità della differenziazione tra pubblico e privato in materia di visite fiscali. Da questo principio deriva l’attuale sistema, in cui le regole sono identiche per tutti i lavoratori dipendenti.
I controlli possono essere richiesti dal datore di lavoro in qualsiasi momento, senza limiti rigidi sulla frequenza, purché ci sia una motivazione documentata che giustifichi la richiesta di visite ripetute. Questa novità normativa promuove la responsabilizzazione dei datori e permette un monitoraggio costante delle assenze, ma disciplina anche con precisione i casi in cui il controllo può essere effettuato, per evitare abusi e garantire il rispetto reciproco tra le parti.
Digitalizzazione, rapidità e riservatezza dei dati
L’anno 2025 è caratterizzato da una spinta decisa verso la digitalizzazione delle procedure legate alle visite fiscali. Grazie ai nuovi sistemi implementati dall’INPS, la richiesta di visite, la tracciabilità dei controlli e la gestione delle contestazioni avvengono tramite piattaforme digitali ottimizzate, riducendo la possibilità di errori manuali e velocizzando il processo.
Le informazioni relative alla malattia e ai dati sanitari del lavoratore sono protette da procedure rigorose che garantiscono il principio di riservatezza, in conformità con la normativa sulla privacy. Ogni visita è motivata e tracciata, offrendo al lavoratore trasparenza sulle modalità e tempistiche del controllo. In caso di contestazioni circa l’esito della visita o la comunicazione di reperibilità, anche queste procedure sono ora digitalizzate, rendendo la gestione più semplice e tempestiva per tutte le parti coinvolte.
Sanzioni, obblighi e tutele
La presenza domiciliare nei periodi di reperibilità è imprescindibile. L’assenza ingiustificata dal domicilio durante le fasce orarie di controllo può comportare diverse sanzioni, tra cui:
- Decurtazione dell’indennità di malattia
- Perdita dell’intera retribuzione per il periodo di malattia
- Possibile avvio di procedimenti disciplinari nei casi più gravi
Le novità introdotte nel 2025 rafforzano anche il diritto del lavoratore a essere informato con chiarezza sulle modalità della visita, i criteri di esonero e le procedure di contestazione. Nel caso di assenze giustificate (ad esempio, per visite mediche documentate, ricoveri, terapie salvavita), il dipendente deve sempre fornire idonea documentazione per ottenere l’esonero dalla visita fiscale. Il sistema informatizzato facilita questa comunicazione e riduce i tempi di risposta da parte dell’INPS.
La tutela della salute resta centrale nella disciplina, che riconosce il diritto del lavoratore a curarsi senza eccessive intrusioni ma nel rispetto di controlli motivati e verificabili. In caso di abusi da parte del datore di lavoro, è possibile procedere per vie legali, e tutte le comunicazioni diventano tracciabili e controllabili tramite la piattaforma digitale.
Equità, trasparenza e modernizzazione delle procedure
Grazie alle nuove regole, la gestione delle assenze per malattia nel 2025 mira a un duplice equilibrio: maggiore incisività dei controlli per contrastare assenze non giustificate e, allo stesso tempo, rafforzamento delle tutele per i lavoratori regolarmente in malattia. La digitalizzazione semplifica la vita a imprese e dipendenti, riducendo gli errori e garantendo trasparenza.
Le aziende possono richiedere controlli più frequenti in caso di sospetti, ma devono fornire una motivazione e tracciarla digitalmente. Parallelamente, il lavoratore ha il diritto di sapere quando e come verrà sottoposto a visita, ricevendo informazioni in tempo reale tramite i canali ufficiali INPS.
Come sancito dalla previdenza sociale italiana, non solo il controllo delle assenze è modernizzato, ma l’intero approccio è orientato a una gestione partecipata e trasparente del rapporto di lavoro. La sfida per aziende e dipendenti è quella di rispettare rigorosamente le regole, sfruttando le opportunità offerte dalla digitalizzazione senza rinunciare alla riservatezza e alla dignità personale.
La nuova normativa sulle visite fiscali per il 2025 si pone quindi come modello virtuoso di equità e modernità, in cui il dialogo fra lavoratori e aziende è sostenuto da strumenti digitali, procedure chiare, tempistiche certe e tutele effettive per ogni parte coinvolta.